Che effetto ha avuto il mio microcredito?

Ciao

Sapere come viene utilizzato il denaro che invio, se permette veramente di migliorare le condizioni di vita delle persone, è essenziale.

Per questo periodicamente lo chiediamo direttamente a chi utilizza il microcredito.

Maribel Pineda Castellon ha avuto un piccolo prestito di 368 € restituito in 7 mesi.
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Ecco l’intervista:

Le è risultato utile il microcredito?

Sì di grande utilità dato che mi ha permesso di realizzare la pulizia dei pascoli e l’acquisto delle sementi per il foraggio; con questo credito ho potuto assicurare l’alimentazione alle mie vacche per l’estate (la stagione secca), per evitare che muoiano.

Che beneficio ha avuto dal prestito per lei e la sua famiglia?

Uno dei benefici è che continuo ad avere le mie vacche, e con esse mi mantengo grazie alla vendita della quajada (formaggio fresco) e del latte, e in questo modo sto garantendo il sostentamento quotidiano alla mia famiglia.

In cosa pensa debba essere migliorato il microcredito?

Dovrebbe migliorare la durata e la destinazione; sarebbe bene che ce ne dessero per comprare una vacca o per migliorare il recinto della finca o per comprare una trinciatrice da foraggio, per alimentare gli animali durante l’estate.

Qual è il suo principale problema in questo momento?

Uno dei principali problemi è che non posso contare sulle risorse necessarie per la trasformazone degli alimenti per l’estate, e questo ci ha colpito abbastanza, nonostante abbia seminato zacate (un tipo di foraggio), ma ciò non sarà sufficiente alla alimentazione delle bestie per tutto il periodo.

Pensa che chiederà un altro credito al termine di quello attuale?

Sì dato che il credito mi è servito e non mi sono trovata male, inoltre se uno lo sa usare il credito può essere molto utile; spero che la cooperativa torni a darmi maggiore credito.

Qual è il problema principale che colpisce la sua famiglia?

Uno dei problemi è il prezzo troppo alto per il cibo, visto che i prodotti del nostro raccolto non hanno un buon valore di mercato, e in questi mesi devo preparare i miei tre figli perché vadano a scuola, e la attrezzatura scolatica è ogni anno più cara.

Ha qualche richiesta particolare per gli amici dell’Italia che stanno prestando?

Solo vorrei sapere se voi proseguirete nell’appoggio alla cooperativa con questi microcrediti, perché essa prosegua ad appoggiare i piccoli associati che vivono direttamente dei prodotti della campagna, come me.

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E venne l’invasione della “Roya”

“Dall’infanzia ho imparato a lavorare la terra, questo è quello che mi hanno insegnato i miei genitori e i nonni in quell’epoca” ci racconta Don Rafael Cordoba che vive nella comunidad de Ventillas del municipio de Wiwilí Nueva Segovia.
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Continua raccontandoci che “non ho avuto l’oppurtunità di studiare perchè non c’erano scuole nelle vicinanze e per i genitori e i nonni era una perdita di tempo studiare e quindi imparai a lavorare la terra.
Quando crebbi e formai la mia famiglia mio padre mi dette un’ettaro e mezzo di terreno, cominciai a coltivare caffè e con il tempo ottenni del guadagno.
Poi decisi di entrare nella Cooperativa, dato che vari miei amici ne facevano parte ed a loro andava molto bene.
Una volta iscritto alla Cooperativa mi sono aggregato al gruppo dei piccoli coltivatori di caffè organico, ottenendo di poter vendere direttamente alla Coop. il caffè

Quando la Cooperativa realizza tutta la vendita mi danno un premio in relazione a quanto ho prodotto
il che mi viene molto in aiuto perchè ciò accade nei mesi in cui non abbiamo ingressi; in questo modo ci aiutano perchè possiamo comperare quello che ci manca in casa.
Con le entrate che ho ottenuto ho potuto migliorare la mia casa” commenta Don Rafael, “prima era di legno ed oggi è in cemento e mi sento un po’ più sicuro nella nuova casetta, per molti è una casa umile ma per me è un palazzo dove sono più sicuro di prima e ciò non sarebbe accaduto senza l’appoggio che abbiamo dalla Cooperativa.
Ogni giorno gli intermediari vengono cercando di prenderci il caffè ad un prezzo bassissimo, avendo loro così un gran guadagno, però questo la mia Cooperativa non lo permette perchè essa vigila per il benessere di ogni unità famigliare.

Tutto andava bene fino a che nell’anno 2012 la mia piccola coltivazione è stata danneggiata dalla “Roya” (un fungo infestante) che ha provocato il seccarsi delle piante e sono rimasto senza caffè, con gli sforzi che ho fatto ho riempito 500 solo borse.”

Don Rafael chiede un finanziamento di U$: 700.00 per poter ristabilire la sua parcella di caffè.

“Uno dei miei principali desideri ” dice Don Rafael “e per il quale lotto ogni giorno è che i miei figli possano prepararsi e possano imparare un mestiere dato che io non ho potuto farlo per diverse circostanze nelle quali vivevamo in quel tempo ed inoltre oggi vorrei lasciare ai miei figli un’altra eredità oltre il terreno che mi lasciarono i genitori”.

Microcredito peer to peer (P2P)

A proposito di Altra Finanza…..Solo due parole sul significato di quello che proponiamo.

Viviamo tempi di crisi economica e finanziaria profonda, che hanno travolto le classi più svantagggiate anche nei paesi ricchi, ma a maggior ragione nei paesi poveri. L’accesso al credito delle banche è un lusso.

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Noi proponiamo una solidarierà dal basso tra pari. Le banche non prestano:  è necessario che la gente lo faccia da sè, da individuo a individuo, anche se appartenenti a popoli diversi. Quando chi presta e chi riceve il prestito appartengono alla stessa comunità, il microcredito favorisce la coesione sociale. Ma in un mondo globalizzato non dobbiamo temere di stendere reti e legami che attraversano il mondo, con l’aiuto di una piattaforma informatica, e rappresentano una delle possibili alternative dal basso alla crisi internazionale.  Chi riceve il prestito è una persona reale, con un progetto reale e dei bisogni reali, che attende fiducia e un’occasione per ripartire, nel rispetto dela sua dignità. Il microcredito P2P si fonda sul rispetto  e sulla fiducia reciproca.

Si tratta infine di una forma di solidarietà accessibile a tutti, perché è molto poco onerosa: chi presta non si priva del proprio denaro, ma momentaneamente lo rende disponibile a qualcun altro.  Il microcredito è come un sorriso: arricchisce chi lo riceve senza impoverire chi lo concede.

di Luisa Di Matteo

I pupazzi di emerita

Un esempio concreto di come viene utilizzato il microcredito

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Abbiamo visitato il laboratorio/abitazione di Emerita a Masaya.
La signora e’ soddisfatta del suo lavoro : costruisce pupazzi con carta riciclata che servono come “pinatas” durante le feste di vario tipo che si svolgono nella sua zona. Il pupazzo viene riempito di caramelle e dolci, appeso ad un albero ed i bambini bendati devono romperlo con un lungo bastone per ottenere i dolci.

La signora vende i pupazzi anche a commercianti che hanno negozi al mercato della citta’. Questo lavoro artigianale genera anche impiego per altre persone della famiglia ed una buona fonte di ingresso.

L’allevamento di Rafael

Questa famiglia ha avuto il secondo ciclo di microcredito per l’acquisto di due vacche.
La coppia e’ orgogliosa del suo lavoro e ci ringraziano infinitamente per il prestito che permette loro di migliorarsi.

Hanno ottenuto un prestito di due anni 1500 $ che rendono poco a poco vendendo il latte che producono le mucche.

Ogni giorno Rafael con la moto si reca in citta’ a vendere il latte a bar e commercianti.

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Financial inclusion e sviluppo: alcune recenti analisi sugli impatti positivi dell’accesso al microcredito

Sintesi del testo di Robert Cull, Tilman Ehrbeck e Nina Holle pubblicato da CGAP (Consultative Group to Assist the Poor), un’organizzazione internazionale che promuove l’inclusione finanziaria dei poveri (Focus Note n°92, aprile 2014). A cura di Elisabetta Gasparoli. Con la locuzione “financial inclusion” ci si riferisce alla messa in campo di servizi finanziari a costi ridotti per gruppi sociali svantaggiati e con basso reddito. Il concetto di financial inclusion è divenuto prioritario negli ultimi anni; a partire dal G20 e sulla scia delle azioni intraprese dalla Banca Mondiale, più di 50 istituzioni di policy-making si sono impegnate ad avviare servizi finanziari accessibili a tutti, così da incrementare le occasioni di sviluppo, ridurre le vulnerabilità ai rischi e migliorare lo stile di vita dei più poveri. Juan Pastor Le ricadute positive dell’inclusione finanziaria possono leggersi a diversi livelli ma interessano prioritariamente la grande percentuale di popolazione che può essere ricondotta all’ambito della “informal economy”, ossia quella parte di economia non tassata, non monitorata dai governi e non inclusa nel PIL nazionale. Circa il 50-60% della popolazione mondiale vive e lavora nella informal economy e, globalmente, circa la metà delle persone in età lavorativa è esclusa dai servizi offerti dagli istituti finanziari e di credito; in paesi come la Cambogia o il Niger, ad esempio, solo il 2-4% degli adulti ha un conto in banca. Senza accesso a tali servizi, le famiglie povere devono fare affidamento a vecchi sistemi informali di credito e risparmio: tenere i soldi in casa, chiedere prestiti su pegno, a parenti, ad amici, a usurai. Spesso, però, tali meccanismi sono inaffidabili e costosi, soprattutto perché non garantiscono quella stabilità economica sul medio-lungo periodo che permetterebbe di ridurre la vulnerabilità in caso di imprevisti (per malattia, calamità o altri inconvenienti di sorta), migliorare le condizioni generali di benessere (spesso legata anche alla qualità e alla quantità dei cibi acquistati) e, di conseguenza, aumentare le possibilità di una crescita nella posizione sociale; l’esclusione finanziaria, perciò tende a colpire coloro che hanno maggior bisogno di opportunità. Seppur gli studi esistenti in ambito di financial inclusion siano numerosi ed eterogenei, non c’è ancora una linea comune e condivisa in grado di stimare quali e quanti siano effettivamente gli impatti positivi ad essa associati, vista soprattutto la grande varietà di prodotti finanziari attivati a livello globale. Se è vero che in alcuni casi è stato rilevato che l’accesso al credito non sia sempre correlato direttamente al miglioramento di indicatori di lungo periodo (come educazione, sanità o incremento del potere femminile), è altrettanto vero che molti altre indagini hanno dimostrato come l’accesso al credito incida positivamente sui consumi e sulle spese familiari; il microcredito, infatti aiuta le famiglie a gestire i picchi di liquidità e mantenere i consumi costanti, consentendo anche una crescita nei consumi perché diminuisce il bisogno di risparmi di precauzione. Tra l’altro, alcune analisi hanno messo in luce che per le famiglie povere senza accesso a meccanismi di risparmio, è più difficile resistere alle tentazioni di spesa. Alcuni studi hanno anche dimostrato che i risultati migliori si hanno nel caso di una maggior flessibilità nelle modalità di credito; con un periodo di tempo superiore ai due mesi per la prima restituzione del prestito, è più probabile che il beneficiario del credito diversifichi l’inventario e investa su beni durevoli che possono garantire profitti anche nel medio periodo. Più il sistema di pagamento è flessibile, quindi, più gli individui sono portati ad affrontare e sostenere i rischi. Un altro strumento che può aiutare i più poveri a mitigare il rischio e gestire fluttuazioni impreviste nell’economia famigliare è rappresentato dalle assicurazioni. In Gana, ad esempio, si è verificato che contadini assicurati hanno comprato più fertilizzanti, coltivato più acri di terra e assunto più lavoratori di altri senza assicurazione; questo si è tradotto in entrate più elevate che hanno permesso di ridurre il numero di pasti e di giornate scolastiche perse per i bambini. Oltre che benefici a livello di micro-economia, l’inclusione finanziaria è positivamente correlata anche alla crescita e all’occupazione a livello macro, associati alla miglior distribuzione dei capitali, ad una maggior stabilità finanziaria e ai bassi costi di transizione. Un esempio in questo senso è l’esperienza Kenyota di M-Pesa, un servizio di trasferimento di denaro tra utenti del servizio di telefonia cellulare Safaricom che permette alle istituzioni di mircrofinanza di inviare e ricevere denaro dai prestatori. Il servizio, uno dei tanti esempi di “mobile money” attivati a livello mondiale, ha facilitato l’incremento della condivisione del rischio tra reti di amici e familiari oltre che ridotto i costi per l’impresa implementatrice e, più in generale, per il trasferimento di denaro per gli iscritti al programma. Diverse evidenze empiriche hanno inoltre dimostrato che il processo di inclusione finanziaria non solo riduce le ineguaglianze, ammorbidendo i limiti di liquidità delle persone povere, ma, grazie ai bassi costi ad esso correlati, favorisce anche altri benefici sociali, quali ricadute indirette associate ad una maggior capillarità nelle azioni di politica sociale perseguite dai governi. Molti organismi di policy si stanno impegnando a livello nazionale e globale per migliorare l’inclusione finanziaria. Numerosi studi dimostrano che mercati finanziari inclusivi ed efficienti hanno il potenziale per migliorare la vita dei cittadini, ridurre i costi di transazione, incitare l’attività economica e l’innovazione nel settore privato e favorire altri benefici sociali. Non resta, perciò, altro da fare che continuare ad alimentare questo bacino di speranza per i più poveri.